Sono quasi le nove. Tutti hanno paura di arrivare in ritardo nei posti in cui devono arrivare. I treni rigurgitano persone di tutte le forme e le altezze, con i loro carichi di angoscia - borse, laptop, cartelle, valigie.
Il fiume di disperazione si riversa lungo i binari, su per le scale e si lancia nell'incredibile corridoio che collega la linea rossa e la linea verde.
La gente si urta, si supera, si spintona - anche violentemente. La gente, qui sotto, si odia.
Come forme di vita primordiali appena uscite dal marasma del big bang, le persone scendono la scala della metro e quella dell'evoluzione.
Impari presto a comportarti come un macaco nella giungla.
Uno: c'è una selezione naturale. I vecchi, i bambini e i disabili non sono ammessi alla gara. Verrebbero divorati dalla folla ieratica, calpestati e uccisi.
Due: il pesce piccolo si attacca a quello grande. Mettiti dietro a un maschio più grande di te e resta nella sua scia, mentre fende la folla e si fa strada verso il binario che serve anche a te.
Tre: non è una sala da tè. Coppie che si tengono per mano, amiche che chiacchierano senza fretta, zie dirette alla stazione non hanno ragion d'essere, non qui, non a quest'ora. Prendile a spallate con fare sdegnato e passa oltre.
L'importante è timbrare presto, per poter uscire presto e tornare a chiuderti in casa tua, lontano dalla pazza folla, a sognare di fuggire.
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