Incastrati gli uni negli altri come quadri cubisti, sudati e digrignanti.
Quattro amiche, due italiane e due filippine. Parlano dei fatti loro, forse sono a servizio in qualche casa.
Una donna con la pelle veramente scura, qualche filo d'argento fra i capelli. Ha lineamenti da aborigena australiana, ma quando si volta a salutare l' amica il suo accento è più milanese del mio (ah, quella terribile "e" aperta di "forchètta" per cui appena fuori Milano vengo messa in croce).
Una donna orientale con capelli a spazzola, una piccola borsa rossa appesa all'esile spalla, occhialoni tondi.
La sosia di Macy Gray, con un'incredibile afro, seduta di fronte a me.
Un'imponente signora di nero vestita, con ENORMI occhiali neri, capelli ROSSI e l'aria di disprezzarci tutti.
Di fronte a lei, un signore abbronzato e ondulato le regge il gomito con una mano, con l'altra impugna un copione sottolineato e lo brandisce sopra le nostre sciapide teste.
mercoledì 10 giugno 2009
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento